#14: per un luogo condiviso della memoria

(di Alessandro Abbiati)

Il patrimonio culturale di una comunità, per essere una forza viva, ha bisogno di un luogo dove essere organizzato, condiviso, circoscritto e quindi valorizzato. Altrimenti, il passato si riduce ad essere un velo nostalgico posato su qualunque cosa che serve solo (a torto a ragione non importa) a svilire il presente e quindi a diminuire lo slancio verso l’immaginazione del futuro.

Le giornate del FAI a Lardirago e la grande attenzione verso Cascina Granda ci hanno dimostrato come sia ancora forte la necessità di conoscere la piccola storia di questo paese.

E quindi?

Quindi è arrivato il momento di costruire insieme un Museo condiviso delle tradizioni e delle abitudini contadine, fortemente orientato alla didattica, che raccolga il piccolo grande patrimonio di oggetti, abitudini e ricordi del paese fino alle soglie della sua contemporaneità. Un luogo da costruire insieme affinché tutti si sentano finalmente parte di una storia comune. E che permetta ai nuovi abitanti di conoscere, capire e quindi vivere meglio il paese che li ha accolti.

Parliamo di museo condiviso perché si tratta di mettere in comune oggetti, ricordi, narrazioni che magari oggi giacciono in cantina oppure in qualche luogo nascosto o semplicemente privato. E faremo in modo che sia cuore pulsante di un paese che a volte è nostalgico senza avere conoscenza del passato.

I luoghi per ospitarlo ci sono. E non c’è bisogno di investimenti.

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